«Nel mondo di oggi c'è grande sete di Cristo e della libertà che Egli solo ci offre. Nelle case cattoliche e nella parrocchia i nostri fratelli devono trovare le fonti di acqua viva, le fonti di grazia divina, le fonti del Magistero della Chiesa e dei Sacramenti, specialmente, la Penitenza e la Sacra Eucaristia, che possono estinguere la sete spirituale di un mondo tristemente secolarizzato» (Cardinal Leo Raymond Burke, 26 Dicembre 2010)

mercoledì 16 novembre 2016

Cardinal Burke: Solo Cristo «può estinguere la sete spirituale di un mondo tristemente secolarizzato»

Stralci di un’omelia di Raymond Leo Cardinal Burke, in occasione della DOMINICA INFRA OCTAVAM NATIVITATIS DOMINI (26 DICEMBRE 2010)



«Il mistero dell’amore divino verso di noi, che si esprime in modo perfetto e meraviglioso nella Natività del Nostro Signore Gesù Cristo, necessita, per la sua grandezza e profondità, una celebrazione di otto giorni. Durante l’ottava di celebrazione della Natività di Gesù, noi riceviamo la grazia di conoscere più compiutamente il mistero e di viverlo più ardentemente nelle circostanze della nostra vita quotidiana».

«Dio si è fatto uomo per salvarci dai nostri peccati e per donarci la sua vita, il settiforme dono dello Spirito Santo. San Paolo ha descritto il mistero con queste parole […]: “Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio” (Gal 4,4-7)».

«La realtà del mistero della Incarnazione Redentiva è che noi siamo figli di Dio nel Suo unico Figlio, Gesù Cristo, Seconda Persona della Santissima Trinità fatta carne, fatta uno di noi, nato dalla Vergine Maria a Betlemme».

«Il Vangelo […] sottolinea per noi sia la realtà dell’Incarnazione sia il suo fine, la Redenzione. Quando Maria, la Madre di Gesù, e San Giuseppe, il suo Padre adottivo e Custode, presentarono il neonato Bambino Gesù nel tempio a Gerusalemme, il sant’uomo Simeone e la santa donna Anna, hanno subito parlato del destino del Divino Bambino, un destino che non sarebbe nient’altro che la battaglia definitiva contra il Maligno e le sue forze sul Calvario, riuscendo in una vittoria di vita, la Risurrezione, Ascensione e Pentecoste, l’Effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa e nell’anima di ogni membro della Chiesa. Simeone, prendendo il Bambino Gesù tra le braccia, ha pregato il Signore in termini chiarissimi e incontrovertibili: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la sua salvezza, ...” (Lc 2,29-30). E la profetessa Anna, vedendo il Bambino Gesù nelle braccia di Simeone “si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme” (Lc 2,38). Il Vangelo ci dice che, dopo la Presentazione, Gesù, nel quale lo Spirito Santo era presente in tutta la Sua potenza, “cresceva e si fortificava, pieno di sapienza” (Lc 2,40). Queste parole si applichino alla nostra vita di figli nel Figlio unico di Dio. Grazie all’Incarnazione Redentiva, lo Spirito Santo è stato riversato nelle nostre anime, purificandoci e fortificandoci per fare le cose di Dio, per vivere una vita santa in questo mondo per arrivare alla fine del nostro pellegrinaggio terreno, cioè la vita eterna nel Regno dei Cieli».

«Vorrei sottolineare l’aspetto più elevato e perfetto della nostra vita in Cristo, cioè la nostra partecipazione nel culto divino, specialmente per la celebrazione del Sacrificio Eucaristico. L’unione del cielo e della terra, compiuta per la Natività del Nostro Signore Gesù Cristo, per Sua Morte sulla Croce e per Sua Risurrezione, si realizza sempre di nuovo per noi nella Santa Messa. Per il Sacrificio Eucaristico, Gesù fa sempre presente il Sacrificio di Calvario, dandoci il dono del Suo Corpo e del Suo Sangue, con l’anima e la divinità, come cibo spirituale per sostenerci nel nostro pellegrinaggio sulla terra e per portarci certamente alla nostra dimora duratura in Cielo».

«La realtà dell’Incarnazione Redentiva […] deve stupirci di nuovo e sempre più profondamente ogni volta che assistiamo alla Santa Messa. Il Rito della Messa, sviluppato nella Chiesa sotto la guida dello Spirito Santo, in ogni suo dettaglio volge i nostri occhi a vedere il grande Mistero dell’amore di Dio per noi, amore incommensurabile e incessante, compiuto nell’azione della Santa Messa».

È stata oscurata sempre più «l’azione divina nella Santa Messa, unendo cielo e terra», e alcuni pensano erroneamente «che la Santa Liturgia è una nostra attività, che in qualche senso noi abbiamo inventato e con la quale allora noi possiamo fare esperimenti. La verità della Sacra Liturgia è ben diversa».

«La Sacra Liturgia è l’azione di Gesù Cristo, vivo nel Suo Corpo Mistico per l’effusione dello Spirito Santo; è il Suo dono a noi, che dobbiamo ricevere, apprezzare e salvaguardare secondo le indicazioni dei nostri Pastori e specialmente del Santo Padre, il Vicario di Cristo sulla terra, e perciò Pastore della Chiesa Universale».

Nella Lettera Apostolica Summorum Pontificum si è voluta «restaurare la forma del Rito della Messa per esprimere più pienamente ed efficacemente la verità della Sacra Liturgia».

«Le due forme, cioè la forma ordinaria e la forma straordinaria, dell’unico Rito Romano non significano nessuna divisione nella Chiesa ma rispecchiano l’unità organica del culto divino lungo i secoli cristiani ed infatti provvede per il mutuo arricchimento delle due forme per esprimere più fedelmente la realtà del culto divino, l’azione di Dio che viene a incontrarci con il dono incomparabile del Suo amore verso di noi, il dono del Figlio di Dio fatto uomo, soprattutto nella Santissima Eucaristia».

«Celebriamo il Rito Romano secondo la forma straordinaria oggi per aiutarci ad entrare più pienamente nella conoscenza del Mistero della Fede, il mistero dell’amore di Dio verso di noi, ed rispondere al mistero con amore puro e disinteressato verso Dio ed il prossimo».
Le famiglie veramente cattoliche sono «veri santuari di Dio, case nelle quali l'amore di Cristo, ricevuto in modo più pieno e perfetto per la partecipazione alla Santa Messa, anima tutti e si estende ai vicini e a tutti i fratelli della comunità più estesa».

«Nel mondo di oggi c'è grande sete di Cristo e della libertà che Egli solo ci offre. Nelle case cattoliche e nella parrocchia i nostri fratelli devono trovare le fonti di acqua viva, le fonti di grazia divina, le fonti del Magistero della Chiesa e dei Sacramenti, specialmente, la Penitenza e la Sacra Eucaristia, che possono estinguere la sete spirituale di un mondo tristemente secolarizzato».

«Santa Maria di Nazareth, Madre di Dio, interceda per voi perché seguiate il suo esempio nel donare i vostri cuori a Gesù, trovando nel Suo Sacratissimo Cuore la fonte della purificazione da ogni peccato e della fortificazione dell’anima per una vita cattolica fedele e generosa».


«Nel Sacrificio Eucaristico eleviamo i nostri cuori, uniti con il Cuore Immacolato di Maria, al glorioso Cuore trafitto di Gesù, aperto dalla lancia del centurione e sempre pronto ad accoglierci, affinché, nell’incontro col Signore Eucaristico, possiamo essere purificati e fortificati per divenire, con Santa Maria di Nazareth, una fonte viva di incoraggiamento e sostegno nella sequela di Cristo per i nostri fratelli. Uniti con il Cuore Eucaristico di Cristo, diventiamo con Cristo, come fu Santa Maria, Madre di Dio, un’oblazione di puro e gratuito amore per i nostri fratelli. È nel Cuore Eucaristico di Cristo che troviamo l'ispirazione e la forza per essere, con Santa Maria, forti e affidabili testimoni di Cristo e della Sua Chiesa, e così le vostre case e la vostra parrocchia diventeranno centri della nuova evangelizzazione, della trasformazione della nostra società secondo il Cuore di Gesù».

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